L’uomo del quale ancora non sapeva il nome l’affiancò iniziando a camminare insieme. Uscirono da quel vicoletto passando tutta via dalla parte opposta allontanandosi così dalla piazza dove vi era il grande mercato.“Dimmi… cosa ti ha portato qui ad Avenja?” Il primo argomento che passò per l’anticamera del cervello. Zitti tutto il tempo non sarebbero potuti stare, era anche un ottimo modo per conversare, sapere qualcosa in più sul suo conto vista la diffidenza che covava quasi per tutti. Lui tutta via non sembrava essere uno di quegli individui che la schifavano tanto, forse era per questo che ancora non si era dimostrata scontrosa e acida? C’era qualcosa di strano, più lo guardava, con occhiatine rapide e furtive, e più allo stomaco sentiva una strana sensazione. Forse era l’effetto che faceva quel vestiario che indossava o forse chissà che cosa, in quel momento si sentiva solo tanto stupida. Terminato il vicolo si trovarono di fronte a un incrocio di altre vie, due, compresa quella, più strette le altre assai più ampie. Aspettò un istante l’inu soffermandosi. Dove si sarebbero potuti dirigere? Andando diritti sarebbero finiti alla sacra chiesetta del regno mentre le altre nelle varie vie abitate.“C’è una chiesa…” Indicò con il dito la strada che avevano di fronte.“è un posto abbastanza tranquillo. Può andare?”Bizzarro come luogo anche se lei ogni tanto l’abitudine di andarci l’aveva non che per questo fosse una suora.
Group: ~•New Player Posts: 9747 Location: ¬Shadow Moses
Status:
« I casi della vita. Diciamo che ho chiuso completamente con il mio passato e arrivando qui, avevo in mente di riniziare da capo. Sai, sei la prima con cui faccio conoscenza... »
Le spiegò restando comunque abbastanza sul vago, benchè ciò che le disse corrispondeva alla verità. Vagarono per diverso tempo tra le viuzze della cittadella, Basch non avrebbe saputodire per quanto con esattezza, fino a quando arrivarono nei pressi di un bivio: da una parte avrebbero continuato per le affollate vie del posto, mentre dall'altra parte sarebbero finiti in una chiesetta che, a detta di Hike, era .abbastanza tranquilla. Basch rimase perplesso da quella strana scelta: non era mai stato un uomo di chiesa, aveva sempre dubitato dell'esistenza degli dei e sapeva con assoluta certezza che gli eclesiastici erano un branco di porci che compievano i loro comodi spacciandoli per volere divino. Più volte, in passato, aveva visto uomini spacciarsi per dei, facendo poi, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, una pessima fine. Era sfiduciato verso la religione, ma l'idea di passare un po di tempo in compagnia della donna, in tranquillità tralaltro, lo allettava non poco, così decise di accettare la sua proposta.
« Andrà benissimo, spero solo che non ci sia qualche funzione in corso, non la sopporterei. »
Disse scuotendo il capo e sperando davvero che il luogo fosse deserto. Poi, sempre immerso nei suoi pensieri, si incamminò con la giovane ed il suo lupo, verso la chiesetta...
«We're all going to Hell, we may as well go out in style Death is a promise, and your life is a fucking lie!»
Era spaesato e senza fare domande del tipo –dove stiamo andando?- oppure –dove mi porti?- la seguì fino ad arrivare alla chiesetta dove scelsero di fermarsi. Era tanto che non si recava li, ma nulla dall’ultima volta era cambiato, sempre tutto uguale.“Io non conosco ancora il tuo nome. Mi è concesso saperlo oppure… dovrò chiamarti Signore?”Gli lanciò un’occhiata veloce continuando a camminare. Non c’era praticamente nessuno nei dintorni, non era una novità anche quando si dirigeva li per pregare ad esempio spesso si ritrovava sola tal volta con il sacerdote che si occupava della santa costruzione, antica quasi quanto il castello reale mentre molte abitazione più recenti erano invece. Bussò prima al grande portone costituito da due ante in legno abbastanza massiccio di colore scuro ma nessuno come previsto venne ad aprire ai due.“Non c’è nessuno. Ma che strano..” Disse l’inu ironicamente, un pensiero detto ad alta voce. Spinse l’anta di destra con una mano e quest’ultima si aprì lentamente cigolando un poco. Dentro non vi era troppa luce solo quella che tramite le vetrate di più colori filtrava dando una magica atmosfera a quel luogo puro consacrato agli Dei. Praticamente davanti all’ingresso, alla distanza di vari metri vi era l’altare in marmo su cui venivano posati spesso fiori freschi e doni che i cittadini portavano, proprio come in quel momento.“Qui c’è una pace unica..” Chinò il capo chiudendo gli occhi per qualche istante facendo un segno veloce della croce e avviandosi verso il corridoietto che le due file di panche creavano.
Group: ~•New Player Posts: 9747 Location: ¬Shadow Moses
Status:
Nome. Sarebbe cambiato qualcosa se lei fosse stata conoscenza del suo nome? Il loro rapporto sarebbe cambiato in qualche modo? Lei lo avrebbe visto in maniera diversa o con occhi totalmente nuovi? Lo avrebbe apprezzato o disprezzato in maggior modo? No, non lo credeva affatto. Era una semplice questione di curiosità, così, decise di accontentarla, infondo lui sapeva il suo nome, mentre lei era ancora all'oscuro riguardo al suo. Tuttavia, l'idea di lei che lo chiamava "Signore", non gli dispiaceva troppo, anzi, il solo pensiero lo divertiva e lo interessava allo stesso tempo. Ma sarebbe stato assai poco di classe, non rivelarle il proprio nome, così, con tutta la fierezza che riuscì a trovare, le annunciò il suo nome completo.
« Basch Von Rosenburg, per servirla, madame. »
Calcò particolarmente il tono di voce sull'ultima parola, sfumando la sua stessa parlata, con un pizzico d'ironia che Hike non avrebbe fatto fatica a cogliere di certo. Le chiese però mettevano in soggezione Basch. L'uomo, per sua sfortuna, nel corso della sua vita, aveva combattuto strampalati tizi che si definivano divinità stesse, a causa dei loro enormi poteri; nonostante ciò, alla fine nessuno di essi si era rivelato realmente per ciò che si era annunciato di essere. Così, Basch era arrivato al punto di chiedersi se fossero stati gli dei a fare gli uomini o viceversa, gli uomini stessi a creare la figura del dio, spinti dal bisogno di trovare, in un dio, la scusa per i fenomeni inspiegabili della vita. Una specie di capro espiatorio. Notando la completa mancanza di altri esseri viventi, esclusi loro due e il bianco lupo di ella, l'uomo si rilassò vistosamente, sbuffando in segno di scampato pericolo. Quando di colpo la vide dirigersi verso l'altare, attraversando tutto l'edificio, dopo qualche secondo speso a guardarsi intorno e ad ammirare gli splendidi affreschi sparsi per la chiesa, iniziò a seguirla, camminando lentamente verso di lei, fino ad arrivare nei pressi dell'altare. Con un gesto da vero profano quale lui era, come a voler spezzare quel clima religioso che si stava creando con la ragazza, si sollevò con la forza delle braccia sopra il marmo di quella specie di tavolo, sedendosi sopra di esso e tendendo una mano verso Hike, invitandola a salire in grembo a lui e, lanciandole allo stesso tempo uno sguardo che poteva anche sembrare malizioso.
« Non sono mai stato un tipo religioso... »
«We're all going to Hell, we may as well go out in style Death is a promise, and your life is a fucking lie!»